Più impresa e più lavoro

 

La presenza di imprenditori attenti e responsabili significa una crescita certa del Paese e un miglioramento dei volumi del lavoro e della retribuzione. La presenza di speculatori finanziari crea invece desertificazione e disoccupazione.

Su questo lo Stato deve assumere una seria posizione di controllo, non di certo “invadendo” gli spazi dell’impresa o soffocando la volontà di chi vuole creare sviluppo, ma al tempo stesso non sostenendo in alcun modo chi non promuova formazione continua, ricerca, tutela del “made in Italy”, sviluppo del “know-how” nazionale. Si ritiene necessario dare quindi nuovi sostegni “tematici” alle imprese, ma vincolando gli stessi per gli anni a venire, onde evitare successive e rapide delocalizzazioni internazionali.

Al tempo stesso si propone l’abolizione della disoccupazione, con la messa a disposizione dello Stato e degli Enti locali di tutti coloro che, non impiegati, ricevono sussidi, attuando altresì in contemporanea programmi di nuova formazione e di reinserimento nel mondo del lavoro.