Battaglia della Cultura

 

Per un Paese che possiede oltre la metà del patrimonio artistico e culturale del mondo, non dare centralità alla cultura, in qualsiasi ambito amministrativo, significa assumere un atteggiamento miope e, forse, addirittura suicida. Si ritiene fondamentale quindi, avviare da subito una vera e propria “Battaglia della Cultura” e per la cultura, che (seguendo i dettami dell’Articolo 9 della Carta Costituzionale) sostenga e promuova operazioni di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio esistente e che stimoli nuove realizzazioni in tutti i campi, così come incoraggi l’associazionismo e le imprese culturali, soprattutto dove vi siano progetti di tutela del retaggio culturale nazionale, del paesaggio, delle tradizioni locali e nuove proposizioni.

Università e ricerca devono essere elemento trainante della società e dell’economia, così come vanno avviati programmi di investimento che migliorino sensibilmente la qualità nelle scuole e incentivino la competizione tra pubblico e privato.

L’Italia può fare di turismo, “made in Italy” ed eccellenza il proprio fiore all’occhiello, ma è necessario sburocratizzare e semplificare il funzionamento della macchina pubblica, incentivare l’innovazione tecnologica e stimolare creatività e meritocrazia.

Strumenti come il credito di imposta o la defiscalizzazione possono fare molto, ma occorre osare di più. La sinergia tra impresa e cultura può rappresentare una spinta sotto molteplici punti di vista per il “sistema Paese” e l’azione che si intende avviare tende anche a valorizzare una profonda presa di coscienza, da parte dei cittadini, dell’importanza della salvaguardia, della tutela e della promozione della cultura nazionale, in uno spirito di ritrovata condivisione e fruizione dei beni pubblici della nostra civiltà plurimillenaria.