Riforme istituzionali e funzionamento dello Stato

 

Ritenendo necessario e improcrastinabile un rinnovamento del patto tra la politica (intesa nella sua accezione più profonda di “etica della polis”) e i cittadini e una ridefinizione del ruolo dello Stato, come guida principale della comunità Nazionale, occorre assolutamente riportare l’effettiva sovranità del Paese direttamente nelle mani degli Italiani, con strumenti normativi e di riforma che consentano un accesso diretto, reale e immediato alla vita politica e al funzionamento della cosa pubblica a tutti i livelli. Si ritiene perciò fondamentale una nuova determinazione dei poteri dello Stato e delle sue figure, con un equo e percepito contrappeso tra le stesse.

Questo si può ottenere esclusivamente con l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, assegnando allo stesso anche la funzione di Capo del Governo. Una maggioranza di governo chiara e stabile può venire controbilanciata da un Parlamento molto più libero dalle emergenzialità e, conseguentemente, più attento ai bisogni del Paese.

Tale libertà può quindi consentire una nuova e profonda riforma elettorale che garantisca il più possibile l’accesso all’agone parlamentare, attraverso l’introduzione di un sistema proporzionale puro e senza soglia di sbarramento, la reintroduzione delle preferenze nel voto dei cittadini e l’inserimento del diritto di tribuna (con quote di rappresentanza per le formazioni minori). Solo un Parlamento in cui vi possa essere il più ampio contributo possibile dei cittadini può realmente rappresentare lo specchio del Paese.

A pronte di ciò, però, si deve anche procedere con una riduzione del numero dei Parlamentari ed introdurre il limite del numero massimo di due mandati consecutivi, così come già avvenuto con successo per i Sindaci.

Inoltre, una riduzione drastica delle retribuzioni per gli incarichi elettivi e per le nomine pubbliche, introducendo un divieto al cumulo delle stesse, potrà concretamente riavvicinare la classe politica ai suoi concittadini.

Anche in altri ambiti dello Stato occorre agire con incisione, ad esempio operando normativamente per una netta separazione tra le carriere, per il riconoscimento della responsabilità civile dei Giudici e con il divieto alla candidatura per gli operatori della giustizia, fino al quinto anno successivo all’esercizio della propria funzione.

Le recenti riforme di stampo “pseudo-federalistico” hanno alterato il tessuto uniforme dello Stato generando, da una parte una differenza di tassazioni e servizi tra i cittadini di aree anche tra loro attigue (e consentendo l’esistenza di legislature regionali a volte molto distanti, se non addirittura in contrasto), e dall’altra degenerando e portando “in periferia” i supposti malcostumi che si intendevano combattere “al centro”. Indubbio è che la visione regionalistica del Paese abbia fallito, mentre in contemporanea lo “svuotamento” delle Province non ha fatto altro che allontanare ancor di più il cittadino dalla percezione delle presenza rassicurante dello Stato, definito su base provinciale, nella sua cellula più piccola, fin dalla sua fondazione. Diviene necessario invertire la tendenza, avvicinando la presenza di sostegno e supporto dello Stato e tornando ad uniformare tra loro i cittadini Italiani: ne consegue l’abolizione delle Regioni e il rilancio e la riorganizzazione delle Province, potenziandone le competenze e stabilendo gli ambiti territoriali ottimali, sulla base dei servizi utili al territorio.

Formare, quindi, ma anche e soprattutto tutelare, i “dipendenti” e i “rappresentanti” dello Stato, coloro che – ogni giorno – rendono possibile l’esistenza e il funzionamento del sistema Paese. Occorre quindi destinare politiche più attente soprattutto nei confronti delle Forze Armate e di polizia, con stipendi più decorosi e rispettosi per coloro che ogni giorno rischiano la propria vita con rinnovate indennità operative, indennità di comando e progressioni di carriera, fornendo altresì mezzi e strumenti aggiornati, funzionanti e idonei per un effettivo svolgimento delle funzioni previste e garantendo, per la sicurezza dei cittadini come per l’impegno degli operatori, la certezza della pena.

Definite questi passi, si ritiene necessario attuare azioni volte alla promozione dei valori Civici e dell’etica dello Stato a tutti i livelli della formazione scolastica, universitaria e attraverso i media per il rafforzamento di una rinnovata coscienza nazionale.