“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri”

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri”

Mag 3, 2019 Uncategorized 0

COMUNICATO STAMPA

Nelle parole di George Orwell

la lettura della sentenza del TAR Piemonte

che decreta l’esclusione della nostra lista dalle regionali

Torino. Si è tenuta oggi al TAR di Torino l’udienza relativa ai ricorsi presentati da “Destre Unite Casapound Azzurri Italiani” contro l’esclusione delle proprie liste dalle prossime elezioni regionali del Piemonte.

Due i motivi con cui la Corte d’Appello ricusava la lista. Il primo: il simbolo risulta diverso da quello con cui “Destre Unite” e “Azzurri Italiani” parteciparono alle regionali del 2014. Il secondo: il seggio conseguito in quell’occasione dal candidato presidente della coalizione, cui facevano parte anche i due movimenti (che per tale ragione avevano titolo a correre in esenzione dalla raccolta delle firme), veniva assegnato al cosiddetto listino regionale e non alle liste.

L’intervento, tenuto in proprio direttamente dal segretario nazionale del movimento “Destre Unite” Massimiliano Panero, ha compitamente ed esaustivamente esposto la posizione a le ragioni del ricorrente ma, ciononostante, la sentenza giunta poche ore dopo ha, di fatto, confermato quanto espresso dall’Ufficio Elettorale Regionale presso la Corte d’Appello di Torino.

Secondo il TAR di Torino, che non si è espresso minimamente sulla prima parte della ricusazione e riconoscendo nei fatti quanto esposto da Panero (e cioè che, come precisato da tutte le norme elettorali, se un movimento gode di benefici essi vanno estesi a tutti i simboli presenti in caso di contrassegno congiunto), in riferimento alla titolarità del seggio del candidato presidente ribalta tutta la giurisprudenza esistente e tutte le altre sentenze del passato: le liste devono conseguire un seggio “per così dire in proprio” (dice testualmente il dispositivo di sentenza).

“Si tratta ovviamente di una mera interpretazione – commenta Massimiliano Panero – poiché ovviamente la legge regionale NON DICE questo in alcun suo punto. Parla di conseguimento di un seggio e, come ampiamente dimostrato, i partiti della coalizione avevano conseguito tutti insieme, sulla base dei voti della quota proporzionale delle liste, il seggio poi riservato al candidato presidente. La surroga successiva ne è stata una testimonianza chiara: all’atto delle dimissioni di Pichetto il surrogante non proveniva dal cosiddetto listino regionale, ma dal primo resto utile delle forze della coalizione”.

Difficile non essere tentati dal considerare la sentenza una sentenza politica! – continua Panero – Mentre per tutte le altre liste le norme vengono intese sempre nel senso più ampio (consentendo ad esempio alla civica “Sì Tav, sì lavoro, per il Piemonte”, pur priva di alcuna confermata rappresentatività politica, di correre in esenzione grazie ad un’esenzione addirittura trasferitadalla Lega) nel nostro caso si esplicita in sentenza la volontà di applicarle in senso restrittivo. Quanto la presenza di “Casapound” all’interno del nostro simbolo congiunto può aver pesato?

“Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri” scrive George Orwell. La sensazione che le sue parole trovino oggi riscontro in Piemonte rimane molto forte. Siamo però abituati, – ha così concluso Panero – con alto senso dello Stato e delle Istituzioni, ad accogliere sempre le sentenze, anche quando ci paiono di forte incidenza politica e lesive dei nostri diritti. Sorridiamo quindi, valutando se e come continuare la nostra battaglia, ricordando anche le parole che Paolo Stoppa faceva dire a Pio VII nella sua interpretazione nel Marchese del Grillo, nel ricordare che “la giustizia non è cosa di questo mondo, ma di quell’altro”.

Movimento Destre Unite – La Segreteria Nazionale