In risposta alle accuse de “La Stampa”

In risposta alle accuse de “La Stampa”

febbraio 21, 2018 Comunicati Stampa Informazioni generali 0

 

 

Dopo le uscite su La Stampa nelle pagine nazionali (il 17/02/18 a firma Marco Bresolin) e sulla copertina e nell‘interno dell’edizione di Cuneo (il 20/02/18 a firma Lorenzo Baratto e L.B.) in cui vengono mosse infamanti accuse al nostro movimento e all’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali (qui sotto la riproduzione degli articoli e sopra i link agli stessi tratti dal sito web dell’editrice torinese), oggi il nostro segretario nazionale Massimiliano Panero si è recato negli uffici della testata e ha presentato al direttore della stessa richiesta di rettifica. Qui di seguito riportiamo il testo della stessa.

“Alla cortese Attenzione di
Maurizio Molinari
Direttore Responsabile de
La Stampa
Via Ernesto Lugaro, 20
10.126 Torino

Torino, 21 febbraio 2018.

Preg.mo Sig. Direttore,

Le scrivo in relazione agli articoli pubblicati su “La Stampa” edizione di Cuneo di ieri, martedì 20 febbraio sulla copertina (in apertura centrale a firma Lorenzo Baratto con il titolo “I radicali attaccano Graglia per l’adesione ai neo nazisti”) e a pagina 49 (di taglio basso a cinque colonne, con il titolo “Non sono un neo nazista. Mi riconosco in Forza Italia” a firma L.B.), che riprendono e rilanciano il precedente articolo (pubblicato sempre su “La Stampa” nelle pagine nazionali lo scorso sabato 17 febbraio) a firma Marco Bresolin e dal titolo “Quello strano accordo tra i neonazi ungheresi e il forzista di Cuneo”.

Le scrivo nella mia triplice veste di collega giornalista iscritto all’Ordine del Piemonte, di segretario nazionale del “Movimento per le Destre Unite” (come da assembla ed atto notarile del 29 ottobre 2014) e di delegato responsabile italiano del partito politico europeo “Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali” (come da atto “Huisser de Justice” del 16 gennaio 2018).

Preme innanzitutto sottolineare come nell’articolo del 17 u.s. le informazioni riportate siano oggettivamente errate e portino conseguentemente il lettore, così come l’autore ha evidentemente portato gli intervistati, ad un’interpretazione fuorviante degli scopi e dei principi dell’Alleanza, delle sue attività e dei suoi membri. La prima pubblicazione porta successivamente tre candidati alle incombenti elezioni politiche per la lista “+ Europa, centro democratico” a spingersi, per evidenti ragioni elettorali, in dichiarazioni ancora più estreme oltre che assolutamente false, a cui risponderanno personalmente in sede civile e penale ma alle quali, contravvenendo ampiamente sia alle norme che regolano la par condicio sia al nostro codice deontologico, la redazione di Cuneo ha voluto offrire ampio supporto e chiara condivisione editoriale, rilanciando le stesse con grande risalto (addirittura con l’apertura della copertina dell’edizione) senza né verificare la notizia, né curarsi minimamente del principio del contraddittorio.

In prima battuta, infatti, Marco Bresolin definisce l’AEMN (partito politico esistente, riconosciuto e certificato fin dal 2009) “un cartello estremista” mentre i membri del partito nazionale del MEP Bela Kovacs presidente dell’Alleanza (cioè il partito ungherese “Jobbik, Movimento per un’Ungheria migliore”) vengono addirittura liquidati, fin dal titolo, con l’epiteto di “neonazi ungheresi” e nel testo poi definiti “ultra-nazionalisti”.

I membri dell’AEMN vengono poi nuovamente tacciati di “neonazismo” fin dal titolo d’apertura della Stampa di Cuneo, attraverso l’ampio sostegno offerto dall’edizione alle dichiarazioni (non verificate dall’autore né sottoposte a contraddittorio) dei candidati Carmelo Palma, Igor Boni e Giulio Manfredi e al loro attacco pretestuoso nei confronti del consigliere regionale Francesco Graglia. I tre candidati si spingono poi oltre quando ci definiscono “movimento eterodiretto e finanziato da Mosca in ottica antieuropea” il tutto ovviamente per autoassegnarsi il titolo di “baluardo a questa deriva” e indicarci quali “collaboratori di potenze ostili”.

A riguardo di queste gravi affermazioni, urge portare alla sua attenzione alcuni dati: per primo il fatto che, come anche riportato dal sito dell’Authority UE (essa l’unico vero e certificato organo di controllo del rispetto delle regole democratiche e non i tre candidati privi di alcun titolo), l’AEMN non è formata, composta o partecipata da alcun partito nazionale, ma esclusivamente da membri a titolo individuale; il che rende l’elenco delle sigle riportate semplicemente non veritiero. A titolo di esempio poi le preciso che un “nostro” deputato bulgaro è membro della coalizione di governo di centro-destra, così come il MEP polacco proviene dalla medesima area (e precedentemente è stato anche vicepresidente del gruppo “Europa della Libertà e della Democrazia Diretta”). Altresì preme rilevare come l’AEMN abbia anche sottoscritto la dichiarazione di accettazione e riconoscimento dei valori fondanti nell’Unione e come la stessa Authority del Parlamento Europeo, nel validarne lo statuto e confermarne i titoli, non rilevi alcuna delle “gravità” riportate dai colleghi.

Ad onor di cronaca, voglio inoltre rilevarLe come, in passato, il confronto politico abbia portato a taluni attacchi e accuse nei confronti dei membri di “Jobbik”, a volte anche tacciati di “neonazismo”. Tutte hanno portato ad un nulla di fatto e, sempre, gli accusatori si sono confermati dei semplici diffamatori, rispondendone di fronte alla giustizia. In un’attenta analisi giornalistica andrebbero poi riportate anche alcune annotazioni fattuali di enorme importanza strategica, soprattutto nella definizione e nell’uso di terminologie gravi: se da una parte “Jobbik” e i suoi elettori si auto-definiscono “di centro-destra ed abbiano più volte manifestato interesse a collaborare anche con i partiti dell’area socialista ungherese, sono invece i membri e gli elettori del locale partito di governo “Fidesz” del premier Viktor Orbán a definirsi “di destra”. A livello europeo invece, l’AEMN stessa spesso collabora, su specifici punti, con il Partito Popolare Europeo o con altre forze, senza preclusione alcuna da nessuna delle parti. Questo, ritengo, porta forse a guardare altrove per cercare “cartelli estremisti”!

Altre infatti sono le forze politiche definibili o che si auto-definiscono “estremiste”. Forse i colleghi, e conseguentemente i candidati di “+ Europa, Centro Democratico” parlavano dell’APF, ratificata lo scorso 14 febbraio e composta dal partito tedesco “NPD” di Udo Voigt e dall’italiana “Forza Nuova”, anche con il sostegno del senatore uscente Franco Cardiello. Ma tutto ciò non riguarda né noi né gli amici di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin o Francesco Graglia.

La non verificata affermazione di essere un movimento finanziato addirittura da Mosca, definita poi sulle pagine del Suo giornale “potenza ostile”, avrebbe poi del comico e del grottesco, se non trabordasse della sua gravità – questo sì – di anti democratico attacco attuato nei nostri confronti dai tre candidati, supportati dall’edizione di Cuneo de “La Stampa”. Ci aspettiamo quindi la pubblicazione delle prove dei finanziamenti ricevuti, o ampia rettifica di quanto erroneamente riportato nel pieno di quella campagna elettorale a cui noi stessi prendiamo parte.

A questo punto pare doveroso rilevarle lo svolgimento dei fatti nella loro corretta successione. Il “Movimento per le Destre Unite”, molti dei cui membri (tra cui il sottoscritto) sono altresì iscritti all’AEMN, ha partecipato con una propria lista alle ultime elezioni regionali del Piemonte nel 2014, nella coalizione del centro-destra con Forza Italia, Lega Nord ed altri, ed ha conseguito l’elezione a consigliere regionale del proprio candidato presidente, Gilberto Pichetto Fratin. Tale risultato ha portato alla conferma e alla ratifica dell’accordo politico di collaborazione nato in sede di definizione della coalizione: oltre al sostegno, pur dall’opposizione, per alcuni punti programmatici condivisi, l’accordo prevedeva e prevede il sostegno al nostro partito politico europeo di riferimento, attraverso l’iscrizione annuale di un consigliere regionale. Un semplice “diritto di tribuna” e un’altrettanto legittimo “diritto all’esistenza” che il Presidente Pichetto Fratin, di anno in anno, ha sempre onorato. Nel 2017 attraverso la collaborazione di Francesco Graglia.

Con il 2015 il “Movimento per le Destre Unite” ottiene l’iscrizione al Registro Nazionale dei Partiti Politici e la pubblicazione del proprio statuto e del proprio simbolo sulla Gazzetta Ufficiale (la num. 123 del 29 maggio 2015) a seguito della certificazione dei requisiti di garanzia e trasparenza ottenuta dalla relativa Commissione Parlamentare e proseguendo il proprio programma di ricomposizione dell’area, aprendo proprie sedi in diverse regioni italiane e partecipando a varie competizioni elettorali. Con il 2018, infine, partecipiamo “in solitaria” alle elezioni politiche, con nostre liste per il Senato della Repubblica presenti in Emilia-Romagna e in Calabria (è poi presente un ricorso alla Giunta per le Elezioni della Camera dei Deputati contro l’esclusione in altre regioni, a nostro avviso illegittima) e nate dall’intesa con il “Movimento dei Forconi”. Nello statuto, come nel programma elettorale pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno, affrontiamo tematiche legate ai problemi sociali, alla lotta contro le dipendenze, ad una innovativa redistribuzione delle pensioni e ad un serio e costruttivo programma di accoglienza e gestione dei migranti economici e dei richiedenti asilo. Siamo certamente dei propugnatori della salvaguardia dell’identità nazionale e dell’eredità e del patrimonio storico, culturale e tradizionale del nostro Paese, come promotori di un’Europa di Nazioni, ma sfido chiunque, i colleghi come i succitati candidati, a trovarvi azioni o parole di odio razziale, di richiami a periodi passati o, peggio ancora, di condivisione di idee “naziste” o “neonaziste”.

Dai fatti passo quindi ad alcune considerazioni. Il fuorviante eccesso nei toni utilizzati dai tre candidati di sedicente area radicale (che però partecipano alle elezioni grazie ad un tecnicismo di esenzione ottenuto solo attraverso i voti di quell’elettorato cattolico da loro spessissimo contrastato) testimonia principalmente un’ansia elettorale che mal si riporta ai valori e all’etica della loro area di riferimento: ancora è memoria condivisa la storica ed apprezzatissima partecipazione, per primo, di Marco Pannella al congresso del MSI del febbraio 1982 (quando si espresse, applauditissimo, contro la ghettizzazione del partito di Giorgio Almirante). Ma delle proprie affermazioni i signori ne risponderanno, come già detto, in sede giudiziaria.

Quanto invece rilevo con questa mia, nella speranza di trovare in Ella un interlocutore attento e rispettoso (quale mi aspetto che Lei sia), si riferisce invece allo spazio, a mio avviso eccessivo, offerto dalla Sua testata a queste notizie, per lo più (come già detto) non supportate da veridicità alcuna, e ripetutamente brandite a tutta pagina in piena campagna elettorale. Il nostro codice deontologico professionale parla di “presunzione di non colpevolezza” e richiama “il rispetto del principio del contraddittorio” oltre che l’ovvio “controllo delle informazioni ottenute per accertarne la veridicità” (è pertanto chiaramente insufficiente che un virgolettato giustifichi titoli eclatanti, come avvenuto sull’edizione di Cuneo!). Tutti aspetti che, nei tre articoli in questione, non si sono verificati, pur citando “Destre Unite” e l’AEMN stessa più volte nei testi.

Tutto ciò premesso, sono quindi a Lei per invocare il “diritto di rettifica (ex art. 9 del T.U. dei doveri del giornalista) che mi aspetto “con tempestività” e “con adeguato e proporzionato rilievo”.

Certo di poter riscontrare la Sua attenzione, La saluto cordialmente e resto in attesa di un Suo contatto.

Massimiliano PANERO – Segretario Nazionale “Movimento per le Destre Unite

 

 

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